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CENTRO IPPICO VAL DI VARA
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RIABILITAZIONE EQUESTRE - IPPOTERAPIA
"CAVALCARE TRASFORMA VORREI IN POSSO" (P. Brown)

 

Il  contatto con il cavallo crea uno stato di benessere che predispone l’utente alla relazione e allo scambio, favorendo l’accrescimento dell’autostima e della fiducia nelle proprie capacità.

L’esercizio psicomotorio costante, svolto sia durante le attività a terra che con la pratica equestre, induce al miglioramento dell’equilibrio, della coordinazione globale, della motricità e dell’organizzazione spaziale e temporale.

INDICAZIONI  CLINICHE E CONTROINDICAZIONI

Le indicazioni della riabilitazione equestre abbracciano campi della medicina anche molto diversi tra loro;  sotto l’aspetto riabilitativo si può far notare, quindi, che l’azione cinetica operata dal cavallo comporta tutta una serie di movimenti anticipatori, di orientamento e di adattamento a carico del soggetto disabile, che lo coinvolgono a livello neuro-motorio, neuro-psicologico e a livello delle funzioni corticali superiori.
La rieducazione comportamentale, cognitiva e relazionale prende quindi, in carico utenti con problemi a livello neuro-psicologico, dove è possibile stimolare sotto l’aspetto comportamentale, un miglioramento della fiducia e della sicurezza nelle proprie capacità, incidendo sul livello di autostima.
Accoglie inoltre utenti con problemi a livello delle funzioni corticali superiori, dove è possibile ipotizzare un miglioramento sui livelli di attenzione, di estroversione, di vigilanza ed espressività.

Nei bambini e ragazzi normodotati affetti da disturbi comportamentali, cognitivi e relazionali, quali possono ad esempio essere ansia, fobie, ossessioni-compulsioni, depressione, disturbi del comportamento alimentare, disturbi da abuso di sostanze, ecc., il ns. metodo si prefigge, attraverso una rieducazione comportamentale studiata ad hoc per ogni singolo caso di arrivare ad ottenere la modifica delle emozioni disfunzionali e dei conseguenti comportamenti disadattivi, producendo la riduzione e progressiva eliminazione dei sintomi.



 Esistono anche delle controindicazioni alla riabilitazione equestre che vanno valutate nel singolo caso, sia come patologia associata, sia come grado o livello della malattia principale.
 Schematicamente si può riassumere non indicata nei soggetti che hanno instabilità o malformazioni del rachide, scoliosi gravi, miastenia, atassie gravi, fragilità ossea. Ugualmente controindicata nelle patologie psichiatriche in cui siano presenti fobie, sia verso l’animale che verso l’altezza, gli attacchi di panico, gli scompensi acuti, le crisi epilettiche frequenti.



 L’approccio rieducativo varia in base alla tipologia del disagio:

  • Riabilitazione sul piano fisico: la semplice attività di passo, unita a specifici esercizi di coordinazione, contribuiscono a correggere schemi posturali patologici e a migliorare i sistemi di equilibrio e coordinazione dei movimenti;
  • Riabilitazione sul piano psico-comportamentale: il cavallo, animale capace di incutere timore e attrazione allo stesso tempo, permette l’instaurarsi di una comunicazione non verbale con il paziente, densa di emozioni nuove con cui confrontarsi. Cavalcare, inoltre, regala una sensazione di dominio e libertà che va oltre il limite fisico o psicologico che il paziente può provare, dandogli una conferma delle proprie potenzialità di controllo e rafforzando il suo senso di fiducia e sicurezza;
  • Riabilitazione sul piano psico-sociale: l’attività riabilitativa si svolge in un ambiente stimolante, ricco di relazioni interpersonali, nel quale la “disabilità” e la “normalità” si integrano fino quasi ad annullarsi. Se l’handicap lo consente, inoltre, la terapia con il cavallo può sfociare in una vera e propria attività sportiva, rappresentando per il paziente un ulteriore passo verso l’autonomia che lo mette nella condizione di potersi confrontare con i normodotati.

  • L’intervento rieducativo è focalizzato sullo sviluppo delle abilità latenti, attraverso la proposta di stimoli motori, cognitivi, linguistici e relazionali che si attivano spontaneamente durante la triplice relazione terapeuta-utente-cavallo e sollecitati  attraverso specifici esercizi di relazione.


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